Il paradiso caraibico perduto

Dietro l’immagine da “paradiso caraibico” promossa dai tour operator, si nascondono povertà e disuguaglianza nella ridistribuzione della ricchezza.

La Repubblica Dominicana, per dimensioni il secondo paese dei Caraibi dopo Cuba, è una Repubblica Presidenziale caratterizzata da un buon livello di democrazia e stabilità anche se rimane uno dei paesi latinoamericani con maggiore disuguaglianza nella ridistribuzione delle risorse economiche.

L’agricoltura, il settore produttivo primario del paese, sta registrando un crescente esodo di giovani che si trasferiscono dalle campagne alle città per cercare un impiego nei nuovi poli turistici. I giovani soffrono però di una drammatica carenza di istruzione, da quella primaria a quella tecnica e professionale, mentre le donne, spesso oggetto di violenza intra-familiare, soffrono di una condizione di marginalità che rende loro impossibile ottenere un lavoro regolare ed emanciparsi.

In questo contesto l’ISCOS ha attuato un progetto triennale, cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri Italiano e conclusosi nel 2011, per la creazione di un centro di formazione e assistenza per giovani vulnerabili provenienti da condizioni particolarmente svantaggiate.

Ad usufruire del centro, certificato dall’ente governativo dominicano per la formazione (INFOTEP), sono stati 240 ragazzi, già in età lavorativa, provenienti da condizioni particolarmente disagiate di povertà estrema e di sfruttamento alle volte, purtroppo, anche sessuale.

La struttura ha provveduto alla tutela dei bisogni primari: la garanzia di un vitto sicuro e sano, l’istruzione professionale nel settore alberghiero, una corretta assistenza sanitaria.

Al termine del ciclo formativo e di recupero della persona, i partecipanti sono stati avviati all’impiego tramite protocolli di stage sottoscritti con le principali strutture alberghiere della regione che avevano precedentemente firmato un accordo, promosso da ISCOS, per il rispetto della legislazione locale relativa ai diritti dei lavoratori e per il contrasto al lavoro minorile e allo sfruttamento sessuale.

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