Recupero culturale e turismo nella valle dello Swat, per uscire dagli orrori della guerra e favorire lo sviluppo economico in Pakistan

Lo Swat è una valle situata al nord del Pakistan. Il territorio è situato al confine con l’Afghanistan e ha vissuto recentemente lunghi periodi di tensione dovuti agli scontri fra militari dell’esercito pakistano e gruppi fondamentalisti talebani operanti nell’area.

Una vera e propria guerra, combattuta fra il 2007 e il 2009, ha devastato lo Swat e costretto 2,3 milioni di persone ad abbandonare le proprie case per aver salva la vita. Ad agosto del 2009, dopo la conclusione delle operazioni militari, circa 1,6 milioni di persone hanno finalmente avuto la possibilità di tornare a casa.

La valle dello Swat ha una storia ricca e interessante. Nel corso dei secoli ha subito l’influenza di numerose civiltà e dispone di una eredità culturale di grande importanza storica. Il Museo Archeologico dello Swat era una delle maggiori attrazioni turistiche della valle con una grande collezione di sculture Gandhara proveniente dai numerosissimi siti buddisti di interesse della zona.

Originariamente il museo era stato costruito nel 1958 dal Wali (Governatore) dello Swat e da una Missione Italiana, ed era stato inaugurato in contemporanea con un museo gemello, il Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma.

La ricostruzione del Museo, finanziata attraverso il Programma Italo-Pakistano per l’annullamento del debito, rappresenta dunque un importante recupero, sia sotto il profilo dello sviluppo locale sia dal punto di vista del rapporto di amicizia fra Italia e Pakistan.

ISCOS ha avviato, nel 2011, una collaborazione conol’Archaeology-Community-Tourism/Field School Project, che dirige la ricostruzione dello Swat Archaeological Museum. L’azione si propone di preservare e migliorare i siti archeologici, riabilitare il museo, formare nuove figure professionali nel settore per rilanciare occupazione e turismo. Si prevede che l’azione, che interesserà direttamente 360 operatori turistici, possa influire con ricadute positive su circa 30.000 abitanti dello Swat.

Lo storico pakistano Muhammad Pervaish Shaheen ha dichiarato: “la ricostruzione del museo farà sapere a tutto il mondo che la pace è tornata nella valle dello Swat e che i turisti sono di nuovo i benvenuti. Questo incoraggerà i turisti locali e stranieri a visitare lo Swat”.

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